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ESPRESSO MARTINI

Scopri tutto quello che c’è da sapere dell'Espresso Martini: storia, curiosità, ricetta originale, varianti e consigli da bartender per un cocktail indimenticabile.

COCKTAILS

6/18/20256 min leggere

two glasses of chocolate drink sitting on a bar
two glasses of chocolate drink sitting on a bar
Introduzione

Chi non ha mai desiderato sorseggiare un Espresso Martini, lasciandosi avvolgere dal profumo intenso del caffè mentre la dolcezza della vodka incontra il brio del liquore al caffè? Il mito dell’Espresso Martini è intramontabile e, ancora oggi, conquista palati e cuori nei bar di tutto il mondo. Ma… sei sicuro di conoscere davvero tutto dell' Espresso Martini? Prepara lo shaker: in questo viaggio andiamo alla scoperta di storia, segreti, varianti e la ricetta perfetta per stupire chiunque con questo iconico cocktail.

Le Origini dell'Espresso Martini
Londra anni ’80 e la figura di Dick Bradsell

Per capire davvero la storia dell’Espresso Martini, bisogna partire dal contesto e non solo dalla ricetta.

Siamo nella Londra dei primi anni ’80:

  • scena notturna in pieno fermento,

  • club, brasserie e bar di Soho come centri creativi,

  • esplosione della cultura dei cocktail “moderni” a base vodka,

  • crescente disponibilità di caffè espresso di qualità anche fuori dall’Italia.

In questo scenario si muove Dick Bradsell, oggi considerato uno dei bartender più influenti della mixology moderna. A lui si attribuiscono diversi drink iconici (Bramble, Russian Spring Punch, ecc.), ma l’Espresso Martini è probabilmente il più famoso.

La nascita del Vodka Espresso e la famosa richiesta della modella

La storia più citata (e confermata anche da fonti vicine a Bradsell, come la figlia Bea) è ormai diventata quasi una leggenda della mixology.

Siamo intorno al 1983, al Soho Brasserie (o, secondo alcune versioni, al Fred’s Club).
Una giovane modella famosa entra al bar e chiede a Bradsell:

“Give me something that will wake me up and then fuck me up.”

Cioè: “Fammi qualcosa che mi svegli e poi mi stenda.”

Da bartender, Bradsell guarda cosa ha a disposizione:

  • espresso machine dietro il bancone (cosa non scontata in tutti i bar dell’epoca),

  • vodka, molto in voga in quegli anni,

  • liquore al caffè (tipo Kahlúa),

  • zucchero per bilanciare.

Nasce così il Vodka Espresso, la prima incarnazione di quello che diventerà l’Espresso Martini:

  • Vodka

  • Liquore al caffè

  • Espresso fresco

  • Zucchero (o sciroppo zuccherino) per bilanciare l’amaro del caffè

Dal punto di vista tecnico, questo è un after dinner:

  • struttura semplice,

  • forte componente aromatica di caffè,

  • alcolicità sostenuta ma “morbida” grazie alla dolcezza del liquore.

Dalla “Pharmaceutical Stimulant” all’Espresso Martini

Il drink non nasce subito con il nome “Espresso Martini”. La storia del naming è un pezzo importante del suo mito.

  1. Vodka Espresso

    • È il primo nome funzionale: descrive semplicemente cosa c’è nel bicchiere.

    • È un nome “tecnico”, poco glamour, ma chiaro.

  2. Pharmaceutical Stimulant

    • In alcuni menu e racconti, Bradsell lo chiama così:

      • “Stimolante farmaceutico” – un nome ironico che gioca sul mix di caffeina e alcol.

    • Questo rinforza l’idea del drink come “boost” energetico e alcolico insieme.

  3. Espresso Martini

    • Il passaggio al nome attuale avviene quando il drink viene servito in coppa Martini (o V-shaped glass), seguendo la moda dell’epoca di chiamare “Martini” qualsiasi drink in quel bicchiere.

    • Negli anni ’80–’90, la parola “Martini” diventa sinonimo di:

      • eleganza,

      • stile,

      • drink “sofisticato”.

    Quindi il rebranding da Vodka Espresso a Espresso Martini è soprattutto:

    • un’operazione di posizionamento: stesso DNA, ma immagine più chic.

Declino, riscoperta e boom contemporaneo

Come molti cocktail nati tra anni ’80 e ’90, l’Espresso Martini ha vissuto un ciclo tipico:

  1. Ascesa anni ’90 – primi 2000

    • Diventa popolare in UK e poi in altri mercati anglofoni.

    • È percepito come:

      • drink “cool”,

      • perfetto per chi ama il caffè,

      • ideale per prolungare la serata (caffeina + alcol).

  2. Fase di “stanchezza”

    • Con il ritorno dei classici pre-Proibizionismo e della cocktail culture “seria”, molti bartender guardano ai drink anni ’80–’90 con sospetto.

    • L’Espresso Martini viene spesso eseguito male:

      • caffè non espresso (americano o istantaneo),

      • ingredienti di bassa qualità,

      • dosi sbilanciate, troppo dolci.

  3. Rivalutazione come “modern classic”

    • Negli ultimi 10–15 anni, l’Espresso Martini è stato riscoperto e rivalutato.

    • I bar di qualità lo trattano come un classico moderno:

      • espresso fresco estratto al momento,

      • vodka di buona qualità,

      • liquore al caffè scelto con cura,

      • attenzione alla texture (crema in superficie, schiuma fine),

      • bilanciamento tra amaro del caffè, dolcezza del liquore e alcolicità.

  4. Boom globale recente

    • Negli ultimi anni il drink è esploso anche sui social:

      • estetica molto fotogenica (schiuma + 3 coffee beans),

      • perfetto per il pubblico giovane che ama sia il caffè che i cocktail dolci-amari.

    • In molti mercati è diventato uno dei best seller in lista, spesso richiesto anche fuori contesto (es. inizio serata).

La Ricetta Passo Passo

Ecco la ricetta definitiva che ogni bartender dovrebbe conoscere a memoria.

1. Prepara l’espresso:

Usa una miscela di caffè di qualità, estrai un espresso lungo e lascia raffreddare qualche secondo.

2. Versa nello shaker:

  • 40 ml vodka

  • 20 ml liquore al caffè

  • 20-30 ml espresso caldo

  • 5-10 ml sciroppo di zucchero

  • Ghiaccio abbondante

3. Shakera con energia:

Chiudi lo shaker e agita con forza per almeno 15 secondi. Più energia metti, più la crema sarà densa.

4. Filtra:

Usa uno strainer (colino) per versare il cocktail in una coppetta ghiacciata, filtrando eventuali residui di ghiaccio.

5. Decora:

Aggiungi 3 chicchi di caffè sulla crema: portano fortuna e sono la firma dell’Espresso Martini.

a wooden table topped with glasses filled with drinks
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Varianti Creative dell’Espresso Martini

Se vuoi stupire i tuoi ospiti, ecco alcune varianti che stanno conquistando i migliori cocktail bar italiani:

  • Salted Caramel Espresso Martini: aggiungi una punta di sciroppo al caramello salato.

  • Espresso Martini al Cioccolato: qualche goccia di liquore al cioccolato e una grattugiata di fondente sopra.

  • Coconut Espresso Martini: un goccio di liquore al cocco per una versione esotica.

  • Spicy Espresso Martini: una spolverata di peperoncino o zenzero fresco per un finale piccante.

Errori da Evitare

Nonostante la semplicità, l’Espresso Martini può nascondere delle insidie. Ecco i 5 errori da evitare assolutamente:

  1. Caffè freddo di vecchia data:
    No, no e poi no! Il caffè deve essere espresso, caldo e appena fatto.

  2. Poco ghiaccio nello shaker:
    Più ghiaccio = temperatura perfetta e crema densa.

  3. Vodka scadente:
    Scegli una vodka di qualità: un distillato mediocre rovinerà tutto.

  4. Shakerata pigra:
    La crema si forma solo con una shakerata energica! Fatti sentire.

  5. Decorazione trascurata:
    I 3 chicchi di caffè sono il tocco finale: non dimenticarli mai!

Abbinamenti Perfetti

Vuoi esaltare il sapore dell’Espresso Martini? Provalo con:

  • Tiramisù o dolci al cioccolato

  • Biscotti secchi o cantucci

  • Gelato alla crema

  • Frutta secca (mandorle, nocciole)

Il contrasto tra la nota amara del caffè e la dolcezza dei dessert è pura poesia.

Curiosità e Aneddoti
  • L’Espresso Martini non è un vero “Martini”: il nome è dovuto al bicchiere, non agli ingredienti!

  • Negli anni ’90 era il drink preferito nei locali della City di Londra prima delle notti lunghe.

  • In Italia è amatissimo prima di uscire, come after dinner o durante i brunch della domenica.

Conclusione

L’Espresso Martini è molto più di un semplice cocktail: è un’esperienza sensoriale che unisce l’aroma avvolgente del caffè, la trasparenza della vodka e la dolcezza del liquore al caffè. Ora che conosci tutto quello che c’è da sapere dell' Espresso Martini, non ti resta che mettere le mani sullo shaker e provare, sperimentare, osare! Che sia per una serata tra amici, un dopo cena elegante o un brunch domenicale, l’Espresso Martini sarà sempre il protagonista indiscusso. Alla salute – e buona shakerata!

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FAQ: Sull' Espresso Martini

1. Posso usare il caffè della moka invece dell’espresso?
Meglio di no. L’espresso ha una crema e un’intensità che la moka non può replicare. Se proprio vuoi, usa la moka ma aumenta la dose per raggiungere un gusto deciso.

2. Serve il liquore al caffè o basta semplicemente l’espresso?
Il liquore al caffè è fondamentale: dà dolcezza, corpo e profondità. Solo espresso e vodka non bastano!

3. È possibile preparare l’Espresso Martini analcolico?
Certo! Sostituisci la vodka con acqua tonica o cold brew tonic e usa un liquore analcolico al caffè.

4. Perché i tre chicchi di caffè come decorazione?
Tradizione vuole che portino fortuna e rappresentino salute, ricchezza e felicità.

5. Posso usare un altro distillato al posto della vodka?
Certo, ma cambierai completamente il carattere del cocktail. Provalo con rum bianco per un twist caraibico.

6. Qual è il bicchiere ideale?
La classica coppetta Martini, ghiacciata. Mantiene la temperatura e valorizza la crema.

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