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BEETWEEN THE SHEETS
Scopri tutto quello che c’è da sapere sul cocktail Between the Sheets: storia intrigante, ricetta perfetta in italiano, varianti, consigli di servizio e curiosità, in un blog unico e dettagliato!
COCKTAILS
3/18/20254 min leggere


Introduzione
Ti sei mai chiesto quale sia la storia dietro al misterioso cocktail Between the Sheets? O magari ti domandi come prepararlo come un vero professionista, evitando scivoloni da principiante? Allora sei nel posto giusto! In questo articolo ti guiderò tra aneddoti storici, ricetta originale, varianti, abbinamenti e trucchetti da bartender.
Between the Sheets: Storia, Origini e Curiosità di un Classico Intrigante
Le Origini: Un Cocktail dal Fascino Ambiguo
Il Between the Sheets è uno dei cocktail più seducenti e misteriosi della storia della mixology. La sua creazione è avvolta da leggende e versioni contrastanti, come spesso accade per i grandi classici del bar. Il nome stesso, “Between the Sheets” (“Tra le lenzuola”), suggerisce sensualità e atmosfere proibite, contribuendo a rafforzare il mito che circonda questo drink.
Le Prime Tracce: Parigi o Caraibi?
Le origini del Between the Sheets risalgono agli anni ’20-’30, un periodo di grande fermento per la cultura del bere miscelato. Due sono le teorie principali sulla sua nascita:
Parigi, anni ’30:
Molti storici attribuiscono la creazione del cocktail all’Harry’s New York Bar di Parigi, uno dei locali più influenti dell’epoca. Qui, il bartender Harry MacElhone avrebbe ideato il Between the Sheets come variante più “piccante” del Sidecar, aggiungendo rum bianco alla classica combinazione di cognac, triple sec e succo di limone.I Caraibi:
Un’altra teoria vuole che il drink sia nato nei bar degli hotel caraibici, dove il rum era largamente disponibile e spesso utilizzato per reinterpretare ricette classiche europee.
Il Nome: Allusione o Marketing?
Il nome “Between the Sheets” ha sicuramente contribuito alla popolarità del cocktail, soprattutto nei locali degli anni ’30 e ’40, dove l’allusione a incontri romantici e notti proibite attirava la curiosità dei clienti. Non è raro che nella storia della mixology i nomi dei drink siano stati pensati per essere provocatori e memorabili, e questo cocktail ne è uno degli esempi più lampanti.
Diffusione e Fortuna Internazionale
Dopo la Seconda guerra mondiale, il Between the Sheets si diffonde nei bar americani e inglesi, diventando un classico dell’after dinner e delle serate eleganti. Oggi è considerato uno degli “Unforgettable” IBA, presente nelle drink list dei migliori cocktail bar del mondo.
Ingredienti e ricetta
Ecco la ricetta classica del Between the Sheets, spiegata passo passo:
Ingredienti (per 1 drink)
30 ml Cognac
30 ml Rum bianco
30 ml Triple sec o Cointreau
15 ml Succo di limone fresco
Ghiaccio a volontà
Scorza di limone (per guarnire, opzionale)
Preparazione
Raffredda la coppetta da cocktail riempiendola di ghiaccio mentre prepari il drink.
In uno shaker, versa il cognac, il rum bianco, il triple sec e il succo di limone.
Aggiungi una generosa manciata di ghiaccio.
Shakera energicamente per almeno 10-15 secondi.
Svuota la coppetta dal ghiaccio e filtra il cocktail con uno strainer.
Guarnisci con una scorza di limone twistata sopra il bicchiere.


Varianti e twist: come reinventare il Between the Sheets
La bellezza dei cocktail classici sta nella loro capacità di ispirare nuove creazioni. Anche il Between the Sheets non fa eccezione! Ecco qualche variante per stuzzicare la tua curiosità:
Between the Sheets “all’italiana”: Sostituisci il triple sec con un liquore italiano all’arancia (tipo il Solerno o il Mandarinetto). Il risultato? Un twist mediterraneo e profumato.
Between the Sheets “tropical”: Usa un rum speziato o un rum agricolo, e aggiungi qualche goccia di bitter all’ananas per un’esplosione esotica.
Between the Sheets analcolico: Sostituisci i distillati con succhi di frutta (ananas, mela, arancia) e un goccio di sciroppo di zucchero. Non sarà lo stesso, ma il colore e la freschezza ci sono!
Vuoi osare ancora di più? Prova ad aggiungere un paio di dash di bitter aromatico o a servire il cocktail su un letto di ghiaccio tritato per una versione “on the rocks” alternativa.
Quando e come servirlo? Consigli di servizio e abbinamenti
Il Between the Sheets è un cocktail perfetto come after dinner, grazie alla sua struttura decisa e al sapore avvolgente. Ottimo anche come drink da conversazione, magari durante una serata elegante o una cena romantica.
Quali sono gli abbinamenti migliori? Ecco qualche idea:
Dolci al cioccolato fondente
Mousse agli agrumi
Crostata alle mandorle
Formaggi erborinati e miele
Servilo sempre ben freddo, in una coppetta sottile e raffinata. Se vuoi stupire i tuoi ospiti, guarnisci con una scorza di limone tagliata a spirale o con un fiore edule per un tocco scenografico.
Curiosità e aneddoti
Il nome audace: Pare che il nome Between the Sheets sia stato scelto per sedurre e incuriosire, in un periodo in cui il proibito era il vero protagonista delle notti mondane.
Cugino del Sidecar: La base è simile, ma l’aggiunta del rum rende tutto più vivace e “spinto”.
Un drink da veri intenditori: Nonostante la semplicità, è un cocktail che richiede equilibrio e precisione: troppo succo di limone lo rende aspro, troppo triple sec lo sbilancia verso il dolce.
Conclusione
Dalla nascita misteriosa "tra le lenzuola" del proibizionismo, alla ricetta perfetta per stupire gli amici, fino ai twist più esotici e alle curiosità da veri nerd della mixology: il Between the Sheets è un vero classico senza tempo.
Scopri di più:
FAQ: Domande e Curiosità sul Beetween the Sheets
1. Il Between the Sheets è un cocktail forte?
Assolutamente sì: tra cognac, rum e triple sec c’è una bella gradazione! Si consiglia di berlo con moderazione.
2. Posso usare solo rum, senza cognac?
Tecnicamente sì, ma perderesti la complessità aromatica che rende unico questo drink.
3. Come si può personalizzare il Between the Sheets?
Giocando su rum speziati, liquori all’arancia diversi, bitter o sciroppi aromatici. Largo alla fantasia!
4. Triple sec o Cointreau: qual è meglio?
Entrambi vanno bene: il Cointreau dona una nota più elegante, il triple sec classico è più neutro.
5. È vero che il Between the Sheets era il drink preferito delle flapper negli anni ‘20?
Le fonti non sono certe, ma è probabile che la sua fama sia dovuta proprio all’ambiente ribelle e frizzante dei locali jazz dell’epoca.
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